Fakes of the World
July 6th, 2011
Mentre qui da noi scorrono fiumi di byte per bandire o meno le campagne fake* dell’ADCI oppure se il video “perchè tu mi piaci” sia da ritenere tale, in Spagna, nel silenzio più totale, vola un gattone d’argento. Categoria: stampa, agenzia Leo Burnet Iberia. Cliente: Nomad skateboards, una rispettatissima company di tavole e abbigliamento di Saragoza in giro ormai da una decina d’anni.
ll concept non è male, è sicuramente ben tagliato sul target e l’execution è buona (probabilmente addirittura sopra la media per uno skate mag). Un po’ inspiegabile il cambio di soggetto nel frame “di gloria”, ma sono gusti.
Non mi ero mai interessato troppo alla questione fake, premi, annuari e compagnia ma effettivamente dopo aver visto questo progetto devo dire che mi è tutto un po’ più chiaro. I fake sono un pacco, perchè:
sono anti-economici:
- Perchè buttare una vagonata di soldi per produrre qualcosa esclusivamente per un premio? Così ad occhio una campagna del genere costa quanto inserire una persona con un contratto coccode per un anno. O per retribuire qualche straordinario a chi già in quell’agenzia ci lavora.
- Toglie lavoro e spazi a quelle piccole realtà che normalmente lavorerebbero con un marchio del genere.
sono’ controproducenti:
- Probabilmente l’art spagnolo non lo sa, ma spostando più in alto e specchiando il trick del primo soggetto qua sopra come ha fatto, rende la campagna un fake anche agli occhi di un qualsiasi skateboarder. Lupi, il protagonista della sequenza è regular (piede sinistro avanti sulla tavola) ma specchiando l’immagine si mostra il trick fatto in switch (piede destro avanti). Cosa che non è. E le foto artefatte negli actionsport sono un po’ come le bestemmie in chiesa ad alta voce la domenica mattina (crf questa versione).
- La carta stampata è l’ultimo dei mezzi che andrebbero utilizzati per sviluppare una campagna di una skate company. Le riviste core sono poche, lette (o meglio “sfogliate”) sempre più velocemente e sempre da meno persone. Le pianificazioni, anche su riviste core, costano. Quelle su riviste extra sono irraggiungibili per i budget in questione. Il che dimostra che se mai ci fosse stato un brief reale dietro, l’agenzia ha completamente sbagliato approccio.
Ovviamente, a detta stessa dei nomad (che non ne parlano manco sul loro web) nessuno di questi tre soggetti è mai uscito su una rivista di skateboard o settori affini. Ha fatto giusto qualche testata marketing per poter essere iscritto. Mestizia.
Mi fa sorridere che i colossi della comunicazione si rivolgano a piccole realtà “cool” come questa che normalmente non avrebbero budget nemmeno per avere un po’ di assistenza telefonica dall’ultimo degli stagisti, per sviluppare campagne costose che non funzionerebbero mai, al solo scopo di vincere qualche premio. E col rischio di fare danni alla reputazione che il marchio si è costruito con anni di lavoro.
Rispetto un sacco i nomad e un po’ meno i network e la loro pratica scorretta per la disperata rincorsa al festival di Cannes.
Non riesco a non pensare cosa sarebbe successo sulle miriadi di wordpress che parlano di comunicazione se questo leone fosse andato ad un’agenzia italiana.
Nota per non avvezzi allo slang reclamistico
* campagna fake= forma di autofellatio tipica del settore che consiste nello sviluppare un progetto di comunicazione non richiesto, senza brief o esigenze reali del marchio/cliente al solo scopo di partecipare a qualche premio di categoria.
NerdyNights are back!
June 28th, 2011

Dopo anni di assenza ingiustificata per cause diverse torna l’evento scacciafemmine per eccellenza: la NerdyNight, evento notturno di intrattenimento videoludico per galantuomini e strateghi.
Se avete un pc portatile, un paio d’ore libere ed una cassa di roba buona da bere, fate un salto. Magari fate un fischio prima così evitiamo di trovarci senza posti a sedere che non è mai bello.
Si inizia alle 21:00.
Megunica in streaming su Wired
June 21st, 2011

Megunica, acronimo di Messico Guatemala, Nicaragua Costa Rica ed Argentina è il documentario che il buon Cembro aka Lorenzo Fonda ha realizzato per Mercurio Film qualche anno fa seguendo gli spostamenti di Blu a spasso per il sudamerica durante i primi esperimenti di animazioni su muro culminate con il corto Muto che l’ha portato alla ribalta internazionale.
Dopo un po’ di diversi film festival ed altrettanti premi ricevuti Megunica sarà pubblicamente disponibile grazie a Wired.it che lo trasmetterà a partire da domani 22 Giugno 2011 in streaming.
Trovate tutto qui.
Visto che lo sentiamo un po’ anche nostro (senza esagerare eh, giusto il web) ve lo consigliamo caldamente per una proiezione casalinga.
Conoscere i media ed utilizzarli appieno
May 31st, 2011
Diceva Confucio :
Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.
Un bell’esempio di applicazione (e non è un gioco di parole) di questa massima è la pubblicità che è stata sviluppata dall’agenzia creativa che segue “Amnesty International” per IPad.
Finalmente una creatività che sfrutta al massimo le caratteristiche di IPad, facendo davvero in modo che il mezzo, sia parte del messaggio.
Qui il video
Kidult vs Colette vs Agnes B. vs JC/DC vs Supreme vs LV
May 30th, 2011

Che il mondo della moda, da un po’ di anni a questa parte abbia usato ed abusato della street art e dei suoi protagonisti è abbastanza evidente, per lo meno ai miei occhi . Così come è altrettato evidente che recentemente abbiamo assistito al processo di “fashionizzazione” estrema di una parte quello streetwear che solo una quindicina di anni fa era considerato nel migliore dei casi come divisa del disadattato fumatore d’erba.
Kidult è un rispettato writer della scena francese che proprio per protestare/denunciare questo fenomeno di mercificazione, ha deciso di prendere di mira i fashion retailers di Parigi taggandone la facciata con un estintore caricato a vernice. E non è un caso che due delle sue vittime siano proprio Colette, concept store parigino o lo store newyorkese di Supreme.
Senza stare qui a disquisire quanto sia controverso, privo o meno di tecnica o se aspiri ad essere un nuovo fenomeno mainstream alla Banksy una cosa è sicura: attenzione ne ha catalizzata e lo ha fatto per denunciare un fenomeno. Con della vernice spray.
Certo, la deformazione professionale suggerisce di andarci cauti e stare a vedere cosa succede prima di lanciarsi analisi e giudizi. Vuoi mai che tra qualche settimana presentino da Colette una bella limited edition tee Kidult x Supreme !? Speriam di no e magari stiamo a vedere che non spunti un po’ di Kidultismo anche a Milano.


