Il giorno dopo la sua mostra al bastard store di Milano, Todd Bratrud ha deciso di dipingere il muro della bowl e visto che ero nei paraggi ne ho approfittato per sperimentare per la seconda volta il timelapse, fotografandolo nelle 4 ore di paint session.

Anche in questo caso tutto improvvisato all’ultimo e ancora meno tempo a disposizione per lavorare le immagini ma tutto sommato un bagaglio di errori e relative lezioni portate a casa

1. Lascia perdere il formato Raw
A meno che tu non abbia in programma di fare qualche tipo di HDR o una post produzione che manco Dave HillAndrzej Dragan in pompa,  il negativo digitale è una scelta sovra dimensionata che finirà per seppellirti di gigabite praticamente inutili complicandoti da morire la vita.

2. Le dimensioni contano
Un po’ come per il formato, anche per le dimensioni dell’immagine può non essere una cattiva idea evitare di strafare. Considerato che il formato video più grande attualmente in circolazione, l’HDTV 1080p  è 1920 x 1080 pixel, scattare immagini a 4000 e passa pixel, salvo esigenze particolari di crop non serve a nulla.

3.  Il white balance non basta.
Se con il tuo primo timelapse hai scoperto il significato della parola flickering, e maledetto l’auto white balance sappi che non basta solo bilanciare accuratamente. A quanto pare occorre correggere e compensare successivamente  le differenze di luce tra le immagini anche a parità di luce ed esposizione. Oppure, ed è sempre bello scoprire le cose dopo che hai finito, può valere la pena  buttarsi su un software in grado di supportarti nello sporco lavoro.

4. La notte è tua alleata
Hai ignorato i punti 1 e 2 e ti sei ritrovato con 70 gb di file Nef da importare, post produrre, esportare, e buttare su una timeline di premiere.  La cosa migliore che puoi fare se non vuoi invecchiare davanti ad una barra di caricamento è lasciare che il computer faccia il lavoro sporco mentre te la ronfi. Nel mio caso, il solo export con lightroom di 4000 e passa immagini nef  in funzione di jpg da 1920 px a 72  dpi (su un macbook pro 2.8 ghz)  ha richiesto quasi 5 ore e trasformato la tastiera in una piastra teppanyaki.

5. L’effetto Techno vikingo impazzito
CI sono mille teorie ed accorgimenti  da tenere presente per impostare i tempi di un timelapse. durata, tipo di soggetto, resa finale desiderata, fluidità etc etc  Sicuramente scattare ogni 3 secondi e montare una foto per frame (quindi 25 foto/secondo)  non ha una resa particolarmente armonica o eclatante.

6. 999 is the limit
Se usi camere nikon hai la fortuna rispetto ad altri di avere già integrato nel firmware della tua dslr un intervallometro che ti permette di programmare gli intervalli dei tuoi scatti senza dover aquistare controller remoti. Peccato però che per ragioni incredibilmente oscure, nikon ha limitato il numero di scatti a 999. Potete impostare l’intervallo, da 1″ in avanti, potete decidere di fare anche 9 scatti consecutivi, ma solo per 999 volte. Per cui se dovete scattare per lunghi periodi di tempo, o vi comprate un controller, oppure  se il soggetto e l’intervallo prescelto ve lo permettono, vi organizzate per riavviare da capo i 999.

Coppa Cobram II

May 11th, 2012

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Ragionieri, ho pensato a tutto io. Osteria Riding per stomaci forti.

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Ci sono cose che non sai se fanno tanto ridere, o tanta tanta tenerezza.

In un mercato, quello dei servizi e delle applicazioni web che tende a offrire  sempre meno limiti di spazio e banda anche nelle sue versioni free (vedi gmail, youtube, picasa, facebook o instagram giusto per citarne alcuni) in totale controtendenza Flickr impone a tutti gli account “free” un  limite massimo di sole  200 immagini.

Diciamo, con una stima un po’ approssimativa che che si parla in media di roba tra i 180 e i 250 mb sui 300 massimi offerti  che, se confrontati ai limiti praticamente infiniti dei servizi sopra citati, fanno abbastanza tenerezza e ricordano un po’ gli isp di provincia negli anni ’90.

Ok, mi si dirà, ma flickr è una community di fotografi e fotoamatori molto più qualitativa delle altre, meno foto, molta più selezione, partecipazione e competenza. Niente tagging selvaggio e niente foto di flyer abominevoli, appelli inutili, gallery di feste tutte matte o autoscatti di adolescenti davanti allo specchio. Verissimo ed è proprio perchè il livello qualitativo degli utenti di flickr è molto più alto che altrove, yahoo dovrebbe valorizzarlo ed averne molto più riguardo rispetto ad altri. Sia in fase di sottoscrizione, che di upgrade o downgrade dei servizi.

Dovrebbe ad esempio evitare di tenere in ostaggio le tue immagini ed alla scadenza dell’account pro (che hai fedelmente rinnovato per anni)  non dovrebbe bloccare arbitrariamente la visualizzazione delle TUE immagini oltre la 200esima, E non solo lato front end, ma anche lato back-end così da impedirti qualsiasi tipo di backup di eventuali immagini perse.

Se poi mi si dice anche che “le immagini sono sane e salve” e “le posso rivedere solo se rinnovo l’abbonamento“, beh, significa che lo spazio sui server  lo sto ancora occupando, quindi, a prescindere dal rinnovo, sono ancora un costo. Darmi la possibilità di fare un backup delle immagini originali  o scegliere quali immagini visualizzare delle 200 non comporterebbe praticamente alcun costo ma solo benefici nella qualità/affidabilità del servizio e aiuterebbe a migliorare una brand reputation non proprio impeccabile.

E invece no, al marketing di Yahoo, ritenute ormai sorpassate ed inefficaci le strategie convenzionali, hanno deciso di optare per una strategia non certo nuova nel nostro paese  (vantiamo una sorta di silicon valley del settore, l’Aspromonte) ne tantomeno per il settore informatico (vedi pianeta software ERP) ma decisamente all’avanguardia per i servizi premium su web e social: il  Kidnapping marketing altresì nota come strategia del riscatto. Non certo un toccasana per la reputazione ma con una % ineguagliabile di conversioni tra gli utenti uscenti e meno attenti  ai terms of sercice.

Consiglio gratuito per integrare la strategia:
- aggiungere in grafica un coltello in png a “pinnare” il messaggio di avvenuta scadenza;
- integrare il copy di cui sopra con: Solo monete di piccolo taglio, non segnate. Vieni solo. Niente polizia”

Non so quanto migliorerà la reputazione ma almeno fa ridere.

Disposable Film Festival

March 28th, 2012

disposable_filmfestival
Tra i pochi film festival a cui potrei partecipare senza rischiare di accartocciarmi su una sedia russando come un una mietitrebbiatrice diesel, sicuramente in Disposable Film Festival è uno di quelli.

Nato le 2007 ad opera di Eric Slatkin e Carlton Evans, il festival ha lo scopo di celebrare le idee brillanti prodotte a budget ridotti ma soprattutto con mezzi alla portata di tutti: videocamere consumer, telefoni cellulari, webcam, dslr ma anche screen grabs e video collage. In pratica l’esatto opposto di quello che spesso avviene nel cinema  tradizionale

Il risultato, premierato dal 22 al 25 Marzo scorso a San Francisco è una raccolta di corti brevissimi decisamente interessanti che meritano uno sguardo. Nessun capolavoro assoluto eh, ma tanti spunti interessanti che ovviamente sono già disponibili sul web:

Open Letter to Canon by Doug Bayne. Forse il mio preferito.

 

 

Les Ongles by Clement Deneux, 1° Classificato 2012

 

 

Splitscreen: A Love Story by James W. Griffiths, 2° Classificato 2012

 

 

The Adventures of a Cardboard Box by Temujin Doran

 

 

The Ramshackle Union Band by Arran Shearing

 

 

Time is of the Essence by Andre Chocron

 

 

Old Flames by Ken Alshatti

 

 

Bottles by Ada Rimon,

 

 

Lil’ Aliens by Peter Ahern and Andy London

 

 

Synchronize by Elise The

 

 

Webcam by Branden Kramer

 

 

Gonzo Calling by Sascha Ciezata

 

 

Dans l’ombre by Fabrice Mathieu

 

 

Subwaltz by Andrea Allen

 

 

Proteigon by Steven Briand

 

 

DVD Commentary by John & Richard Ramsey

 

 

The Voyagers by Penny Lane

 

 

Laughs by Daniel Mercadante

Sono un appassionata dei Fine Before You Came, li ho conosciuti perchè il mio capo suona nei Gazebo Penguins e insieme hanno fatto una canzone. O Meglio. Il cantante dei Fine Before You Came, ha fatto una canzone con loro.

Oggi tramite la loro pagina, ho scoperto Metroman, che loro hanno pensato di coinvolgere, facendogli cantare una loro canzone sulla metropolitana.


Personalmente l’ho trovata una genialata. Veramente in guerrilla. Veramente con potenziale virale.
Perchè?

Perchè la vera guerrilla viene dal basso (ed è infatti un termine mututato dalla guerra quando uno dei due avversari è troppo debole militarmente, o troppo poco organizzato, per sostenere degli scontri in campo aperto con l’esercito nemico e deve ricorrere a delle imboscate. )

Ed è illegale.

Tutto il resto è street marketing.