Adverputt
October 28th, 2010

I flash games online non mi hanno mai fatto impazzire e difficilmente sono riusciti a trattenermi a smanettare per più di 30 secondi. Sarà che spesso sono fatti con quel design vettoriale povero un po’ stile cartoon, sarà la fisica spesso improbabile con cui vengono gestiti movimenti, saranno i soggetti spesso trashissimi che li caratterizzano o forse più semplicemente il fatto che flash per quanto potente, non sia un environment di sviluppo adatto per sviluppare giochi di complessità superiore a quelli del comodore 64.
Insomma la maggior parte di questi giochi mi hanno sempre dato in testa sin dai primi esperimenti di fine anni 90. Stesso discorso, seppur con qualche eccezione, anche per la versione brandizzata: gli advergame.
Una di queste eccezione l’ho scoperta oggi, linkata da un amico: si chiama AdverPutt ed è una sorta di minigolf, (senza mazze e personaggi, grazie a dio) giocato su un agglomerato 3d di buche diverse, con un interfaccia di gioco super minimale e una fisica molto ben curata. Una di quelle cazzate a cui puoi attaccarti delle mezz’ore senza minimamente rendertene conto. E’ in giro da circa un anno ma nessuno qui l’aveva mai visto anche se a quanto pare ha già fatto qualche milione di play e probabilmente molte più impressions.
L’altra roba figa (e markettara) della questione è che gli autori del gioco hanno pensato bene di monetizzare il traffico generato mettendo in vendita le varie buche ad una cifra molto più che onesta visti i prezzi medi delle impression dei banner: 150 gbp. Centosettanta euro o poco più, con cui è possibile brandizzare in modo permanente una delle buche ancora disponibili e beccarsi qualche link sparso qua e la: sulla buca stessa, nelle classifiche e nei risultati parziali. Insomma sembra un’idea che funziona e che credo abbia pure un ctr enormemente più alto della media: sarà che non ci avevo mai giocato ma anche solo per sbaglio provandolo la prima volta ho aperto 5/6 dei link sponsorizzati…
Tic Taaaaac
September 10th, 2010

Prendi un’azienda italiana che decide di accostarsi alla comunicazione non convenzionale. TAAAAAAAC
Metti che lavori con una di quelle agenzie che “dato che va di moda il non convenzionale“, l’hanno inserito nei loro servizi o comunque si attrezzano per poterlo fare, magari rivolgendosi a una delle ultime agenzie nate proprio per offrire questo tipo di servizio TAAAAAC
Metti che in queste società l’obiettivo sia FATTURARE e non cercare di fare qualcosa che funzioni davvero o non farlo completamente TAAAAAC
Metti che per queste agenzia fare un video virale che funzioni significa:
- deve essere qualcosa o che faccia molto ridere o che sia sorprendente
- deve essere realizzato come se fosse stato girato da un utente
- il prodotto non ci dovrebbe essere ma il cliente lo vuole
- deve costare moooolto meno di un commercial ( prezzi? max 30k)
- bisogna chiamarlo virale fin dall’inizio, prima ancora che si abbiano dei risultati
TAAAAAC
Metti che per caso dopo 10 riunioni creative, poca esperienza sul campo e nessuna idea convincente, l’art junior ( che probabilmente è quello che passa più tempo su youtube) se ne salti fuori con
“mi è venuta un’ idea!!!”
e condivida tutta la serie dei video viral “Vero o falso” che il 60% delle persone sotto ai 29 anni appassionato di comunicazione ha sicuramente visto, tipo:
- Traverse di ronaldinho
- Dynamite surfing
- Coca e Mentos
- Backflip into jeans
- eeeeeeeeeee tadadadaaaaaaaaa Sunglasses Catch
tutti video con più di 2milioni di views su youtube, realizzati sciuramente con qualcosa di più di 30k € e geniali.
TAAAAAAAAAAC
Ne esce presto e fatto questo video:
tic TAAAAAAAAAAAAC.
Pensate davvero che sia geniale che qualcuno riesca a tenere in bocca un tic tac, per i 10 secondi in cui l’altro fa finta di lanciarglielo?
:°°°
Non mi piace parlare male del lavoro fatto da altri e conosco abbastanza i problemi che si devono affrontare proponendo la comunicazione non convenzionale a clienti “nuovi” a questa forma di advertising: piegarsi così però significa abbattere la possibilità che le aziende percorrano questa strada, distruggendo il lavoro di persone che il mestiere del non convenzionale provano a farlo e a farlo funzionare.
TAAAAAAAAAAAAC
Ottenere un lavoro con 6 dollari e AdWords
May 19th, 2010
Non so se Alec Brownstein è uno dei tanti trombati dalla crisi americana o se semplicemente un bel giorno ha deciso di cambiare agenzia ma fatto sta che con una bella idea, 6 dollari di budget e Adwords è riuscito nel suo intento: farsi notare ed ottenere un collquio con alcuni dei più importanti direttori creativi di agenzia di NewYork che cercando il loro nome su google si sono visti rispondere con un messaggio.
Per un attimo vendendo il video ho gridato al caopolavoro pensando si trattasse di una nuova e ben più markettara tecnica di googlebombing ma pur non essendo tale è comunque una gran bella idea che gli è valsa un posto in Y&R NewYork.
Viral wednesday #1
April 14th, 2010
Può uno zaino salvare la vita di uno skateboarder? Secondo i distributori francesi d Eastpak, si
The Viral factory invece per promuovere le nuove Tv led 3d di samsung ci mostra cosa potremmo vedere se guardassimo alcune opere celeberrime con un poco probabile apparecchio 3D.
Smart makes fashion short films, stupid spreads a message
February 3rd, 2010

Si, avrebbe potuto essere l’ennesimo post entusiastico o critico nei confronti della nuova campagna Diesel, Be Stupid. Avrei potuto come tutti gli altri dire la mia su quanto il concept sia banale ma al contempo profondo, di quante infinite possibilità di sviluppo possa fornire o di quanto le attività online siano o meno efficaci.
Avrei potuto si, fino a ieri quando questa perla ieri è approdata nel mio browser, quasi per caso. Si tratta di un cortometraggio, prodotto per Levi’s da Independent ideas, l’agenzia torinese di Lapo Elkann che ha messo insieme 9 minuti di storia girata lo scorso autunno in occasione dell’apertura del Levi’s Store in centro a Roma.
Ora, tralasciando la vena nostalgica che rimanda a tempi non troppo lontani in cui i comemrcial Levi’s li girava Gondry, qualcuno con esperienza pluridecennale nella comunicazione può spiegarmene la funzione ? O perchè un brand di jeans voglia rendere la vita così facile ad un suo diretto competitor?
A giudicare dalle poche informazioni che ho trovato sul web, si tratta di un’attività a supporto del lancio dello store ma continua a sfuggirmi il tipo di supporto che un video del genere possa dare. Soprattutto viste le 200 views scarse genrate in totale dai 3 i clip che ho trovato in giro.
Per circa 8 minuti ho aspettato qualcosa che giustificasse il tempo speso, un finale spiazzante, diverente, ironico, ma niente, a parte un po’ di surrealtà mista a sentimenti filo mucciniani, non ho trovato altro. Nemmeno uno scopo…
Non sarà mica che qualcuno ha preso troppo alla lettera la campagna diesel?