Musica interattiva: perchè?

October 17th, 2011

bjork-dirty-projectors-ep

Come molti di voi sapranno, circa una settimana fa è stato rilasciato su Itunes l’ultimo album di Bjork: “Biophilia”.

Già in molti hanno parlato del fatto che questo album sia uno dei primi rilasciato per app, solo online ecc ecc. per cui non starò qui a raccontarvi di nuovo tutta la pappardella…

Ma perchè Bjork ha deciso di lanciare il suo album in questo modo?

Molto spesso succede, che arrivi un cliente in agenzia e ti chieda di pensare a qualcosa di innovativo, un virale insomma qualcosa che interagisca con facebook e che soprattutto sia innovativo ( poco conta se poi per lui sarebbero più efficaci delle sane promo sul punto vendita).

Nel caso di Bjork, no. Bjork è sempre stata eccentrica ed avanti: ricordo ancora il video girato tipo sogno da Micheal Gondry, Army of none, con alla fine la frase “to be continued…”. E adesso se ne esce con l’album in app. Il lancio di questo album può essere letto a livelli differenti, lo puoi comprare e basta oppure puoi cercare di capire.

Io ho provato a cercare di capire così mi sono guardata il video che accompagnava il lancio, per comprendere questa scelta.

Il video è noiosissimo. Si chiama “björk biophilia app intro narrated by david attenborough”. Così mi sono chiesta chi è  David Attenbourgh, così importante da essere nominato addirittura nel nome del video? David è un famoso naturalista scientifico britannico nonché voce narrante di diversi documentari scientifici.

Poi grazie dopo aver ascoltato il testo e  grazie anche all’aiuto di Wikipedia ho cercato di mettere assieme le varie tessere.

In pratica: la biofilia è una teoria filosofica di metà del ‘900, introdotta da un tale Edward Owen Wilson, secondo cui nell’uomo esiste un’innato ed istintivo legame spirituale tra l’essere umano e gli altri sistemi viventi.

Per questo motivo ipotizza che esistano tre livelli di cognizione dell’essere umano:

  1. Ad un primo livello, l’essere umano è un componente all’interno di un mondo astratto, meccanico. Qui gli esseri umani interagiscono in minima parte con il mondo naturale, in una condizione di separazione.
  2. Al secondo livello gli umani sono considerati degli animali (senza una connotazione negativa) e condividono un apparato neurale in grado di dare un senso al mondo naturale.
  3. Ad un terzo livello, l’essere umano è considerato più di un sistema biologico neurale. Questo corrisponde all’antica visione metafisica dell’uomo come essere spirituale, connesso all’universo in modo diverso da tutti gli altri esseri. Si tratta di una condizione di impegno trascendentale con il mondo.

Questa teoria si inserisce nel ramo evoluzionistico dell’essere umano.

Infatti a questi 3 livelli cognitivi dell’essere umano, corrispondono i tre step di evoluzione dell’essere umano ossia:

  1. ascoltare –> la natura dell’essere umano, l’aspetto naturale dell’uomo
  2. imparare –> l’uomo da un senso alla musica ed astrae dei significati da essa
  3. creare –> la tecnologia = ultimo step cognitivo, evolutivo dell’uomo, permette l’aumento della conoscenza globale dell’uomo (grazie alle app).

lo potete sentire anche nella spiega che ha accompagnato il lancio dell’album al minuto 1.16“ o vedere qui.

Questi i motivi a livello di comunicazione del lancio di un album composto da app.

I motivi di marketing invece sono il contrastare la pirateria, avere un contenuto ( considerato tale)  da vendere agli utenti, incuriosire anche i non fan di Bjork ma amanti della mela.

Per cui, molto probabilmente, l’album di Bjork è venduto solo su Itunes perchè se si compra musica su Itunes, la si può condividere al max su 2 o 3 dispositivi, quindi non si permette il download dell’album a chi non lo compra.

L’album di Bjork è venduto con delle app perchè: le app vanno di moda e creano un contenuto aggiunto ed interattivo ad un prodotto (la musica) che in questo momento (da Napster in poi) sembra non averne.

Gli utenti pensano di comprare delle app, non della musica quindi di comprare un prodotto diverso da un mp3.

A parte i commenti negativi dei super fan di Bjork, che avevano comprato in anteprima tre app-canzoni, prima del rilascio dell’album completo e non si trovano a disposizione un buono sconto per acquistare le altre canzoni a prezzo di album completo, mi sembra il progetto funzioni.

Per stare online, bisogna costruire dei contenuti, interessanti e con una storia dietro. Se poi hanno diversi livelli di lettura meglio. Riuscirò a costruirmi una base utenti più larga.

thanks to chl on flickr for the image

Sarà capitato anche a voi, project manager, account o pr che siate, di dover iserire nella vostra presentazione Power Point o Keynote un video di YouTube.

Fino a qualche tempo fa, esisteva un’app per Mac chiamata MacTubes.

Oggi l’ho provata nuovamente, dopo un po’ di tempo che non la usavo più e per qualsiasi video non funzionava.

Dopo aver cercato un po’ in giro per la rete, sono approdata su questo sito: basta copiare e incollare lì la url youtube del vostro video e potrete scaricarlo in formato mp4, flv o 3gp sul vostro computer a tutte le risoluzioni possibili.

Comodo e veloce.

;)

redbulletinlogo

Al di là dei numeri spaventosi di RedBull,  oltre 5 milioni di dollari di fatturato annuo ed oltre 4 milioni di lattine vendute nel corso del 2010, quello che mi ha sempre impressionato di più del toro rosso austriaco è la media house.

Coinvolti come sono in migliaia di eventi diversi, dalla più mainstream F1 alla gara assurda di trabicoli volanti, riescono sempre a produrre materiale foto/video di altissima qualità in tempi irrisori e metterlo a disposizione di circuiti tv, stampa e web. Senza alcun watermark o cartello con logo se non quelli presenti all’evento stesso.

Mi è capitato di accedere alla loro media base qualche tempo fa in occasione di alcuni eventi di action sport e francamente non credo di aver mai visto nulla di paragonabile. E non parlo di competitor diretti come burn, monster, rockstar o altri minori ma mi riferisco proprio ad altri media..

Con una qualità e un know-how così, saltare nei media è un’attimo ed a quanto pare Dietrich Mateschitz, patron del toro rosso, ha deciso di fare il primo passo allegando il suo Red Bulletin, una rivista oggi diventata mensile (e globale) di un centinaio di pagine patinate, all’edizione domenicale di alcuni quotidiani americani. Tra i contenuti ovviamente non mancano eventi e imprese estreme che Red Bull supporta in giro per il mondo così’ come artisti, musicisti e interviste a qualche sportivo mainstream.

Perchè scriverne manco fosse un publi-redazionale marchettoso ? Beh perchè al di la della rivista (disponibile anche su issuu) ben impaginata e con belle foto ma nulla di sconvolgente, l’applicazione ipad che porta il magazine sui tablet è con tutta probabilità la migliore e più curata che abbia mai visto fino ad oggi.  Contenuti testuali ed immagini organizzati alla perfezione,  video integrati con transizioni da paura e una qualità decisamente alta: direi che redubull ha settato un nuovo standard per l’editoria digitale ed i magazine su tablet.

E’ gratis e disponibile su app store. Unico neo, ogni issue è pesantuccia (quasi 250 mb il numero di maggio) ma vista la qualità di vidoe ed immagini vale decisamente il download.

0511_cover UK

freerunning

streetart

mighty_mouse.jpg

Da sempre ho il brutto vizio di sostituire velocemente tutti quei prodotti hi-tech ed elettronici che per motivi diversi smettono di funzionare. Vittima anche io del consumismo sfrenato, se qualcosa non va e mi serve tutti i giorni, preferisco comprare un prodotto nuovo invece di avventurarmi nella ricerca di centri assistenza che spesso si rivelano introvabili, lenti, costosi quanto il prodotto nuovo o non in grado di risolvere il problema.

Dopo quasi due anni di onorato servizio sul mac dedicato alle graficherie, la pallina dello scroll del mighty mouse ha smesso di funzionare e frustrazione ancora più grande, ha smesso di farlo in una sola delle quattro direzioni, verso il basso.

Inutile dire ch per me si tratta di un handicap non da poco, soprattutto quando lavoro su file piuttosto grandi o semplicemente navigo sul web. Dopo un paio di tentativi inutili di pulirlo con un panno leggermente inumidito d’alcol ho puntato il browser verso lo store apple per acquistarne uno nuovo. 69 euro non sono una cifra esorbitante, ma il fatto che tutto il resto funzionasse perfettamente, mi ha frenato un attimo.

Rircerca al volo e tadaaaan! scopro che è un problema comune a molti utenti, noto da almeno un paio d’anni. e risolvibile con un foglio di carta A4 e 3 minuti di tempo.  Come?
Basta spegnere il mouse, capovolgerlo e disegnare su un foglio di carta dei cerchi a caso per qualche minuto facendo leggera pressione sulla pallina. Il foglio si riempirà di aloni circolari e lo scroll tornerà a funzionare.

Ho trovato anche un’altro sistema in cui basta un pezzo di scotch ma mi pare più laborioso dell’efficacissimo foglio A4 (spiegato qui sotto con una zarranimazione : )