Redbull contest(ata)

October 26th, 2011

Redbull Dj truck

Proprio l’altro giorno mi è capitato sottomano il nuovo concorso Redbull. Avevo pensato di farne un post sul nostro blog ma, Massimo Guastini è stato più veloce di me.

Utilizzerò pertanto questo spazio per rispondergli e provare a dare una seconda visione della cosa.

Quando inizialmente mi sono trovata davanti alla pagina del concorso Redbull, ho pensato la stessa cosa che ha pensato Massimo: “furba Redbull che al posto di pagare la creatività la scrocca ai propri utenti”.

Poi ho pensato ai modi in cui ho sempre visto Redbull ed ho cercato di approfondire.

Redbull lavora in comunicazione

  1. in comarketing
  2. in eventi/ media/ progetti unici, costruiti molto bene e comunicati altrettanto

Nella prima modalità Redbull si affianca a tanti, piccoli e medi eventi durante tutto l’anno: non mette quasi mai del denaro (le poche persone che ne hanno ricevute, girano con l’estratto conto per dimostrarne la veridicità) , ma ti supporta con materiale.

Materiale di qualsiasi tipo, utile per la realizzazione di un evento: service audio, djs ( elettronica, hip hop, rock) , prodotto, tendoni, allestimenti e qualsiasi cosa vi possa venire in mente: hanno addirittura un pulman e diverse macchine tipo inglese, con dentro una consolle ( così potete non chiedere i permessi di occupazione suolo pubblico).

Nella seconda modalità, Redbull realizza progetti ed eventi grandiosi nel mondo degli action sport, dal Redbull XFighters ( di cui una delle tappe si svolge a Roma), al RedBull Cliff Diving a tutti gli altri che immaginno conosciate.

Hanno creato addirittura uno dei magazine di action sport più fighi sul momento, non solo per i contenuti, ma proprio per la progettazione: il magazine è visionabile su Ipad, dove è (a differnza di molti altri) super integrato con il mezzo. Si chiama Redbulletin, e ci avevamo scritto un post qualche mese fa.

Ho letto anche della gara a cui avevano invitato diverse agenzie per una fee di 5000€ per un bel po’ di roba.

C’è da dire però che Redbull lavora un bel po’ sugli action sport, dove sicuramente non girano i budget che girano in altri settori e soprattutto dove le persone sono abituate ad ottimizzare al massimo le risorse.

Di più, in un settore, dove filmaker e fotografi, lavorano soprattutto per la gloria e per passione ( al massimo scroccando albergo e qualche viaggio) e dove sicuramente gli atleti non prendono i diritti di immagine che vengono pagati ai modelli sorridenti di svariate campagne pubblicitarie.

Sto solo cercando di inquadrare una realtà all’interno del suo “habitat”.

Di campagne tra l’altro, atte a cercare il protagonista del nuovo spot, la storia del nuovo commercial, il volto del nuovo packaging, né ho già viste a bizzeffe. Ed anche quelle che avevano un premio/ rimborso, non sempre avevano persone che partecipavano…mentre qui, in meno di 5 giorni, ci sono già una 90 di proposte:quando si dice love mark.

Il concorso di Redbull è realizzato in comarketing con IED e si vincono dei premi: 4 borse di studio in IED (del valore totale di 12.500€) e la produzione del proprio commercial ( mi sembrano molto meglio di 300 euro di shopping che mi è capitato di vedere in giro), premi, che possono interessare molto ragazzi che stanno provando la strada della creatività.

Senza considerare che quando ero in Hdemia di comunicazione, mi è capitato più di una volta di realizzare progetti che andavano diretti ai clienti e che qualcuno di quelli presentati è anche diventato un commercial…

In attesa che arrivino anche in Italia in concorsi milionari di Doritos.. accontentiamoci delle borse di studio :)

A maggio di quest’anno, mi ero imbattuta in un commercial che avevo trovato geniale:


si trattava di un video che con un budget secondo me non altissimo ma con un’idea geniale alle spalle, che avava fatto più di un milioneenovecentomila views. Era pubblicato su tantissime testate di prodotti fotografici e forum di fotografia, video e design.

Il video era realizzato per  TheCameraStore, un negozio canadese di prodotti fotografici.

Oggi mentre giravo per vimeo, mi sono imbattuta in un video che mi ha ricordato fortemente il primo, questa volta di Canon: bellissimo anche questo, ma con molte views in meno ( sommando le views dei diversi video su youtube e vimeo si arriva all’incirca a 150.000views) .

E mentre ero già lì che pensavo, “ah guarda come Canon, ha copiato l’idea a TheCameraStore”, mi sono accorta che la loro data di pubblicazione era di molto antecedente rispetto a quella del negozio: Canon 2009, The CameraStore 2011. Canon 150.000 views, The CameraStore 1.900.000views.

Il video di Canon ha vinto tra l’altro diversi premi tra cui:

Learnings:

  1. non è sempre vero che le idee geniali vengono copiate solo ai piccoli dai grandi
  2. le keywords che si scelgono su youtube sono fondamentali: The Camera Store: 8 nomi di fotografi famosi + photography + nome del negozio + JVC + 5d markII (il nome di una macchina fotografica di canon); Canon:  Commercial + Luv + Deluxe  + Cinnamon + Chasers + Canon + Camera + 5D + POV + Freeze + Frame + Spec  + Tag  + War +  Action +  Chaos + Xbox  + 360  + Water + balloon  + Guns + Visual + Effect+ Time + Art + Center + College  + of + Design + Caporal + Fun + Shot  + Color + Sexy  + Women + GO! + Team + Huddle + Formation (troppe parole chiave, senza utilità: tra tutte queste non c’è nemmeno “photography”)
  3. un buon video virale senza pianificazione/ seeding/ pr online fa più fatica a cresecere

Qui sotto trovate il making of di Canon:

Musica interattiva: perchè?

October 17th, 2011

bjork-dirty-projectors-ep

Come molti di voi sapranno, circa una settimana fa è stato rilasciato su Itunes l’ultimo album di Bjork: “Biophilia”.

Già in molti hanno parlato del fatto che questo album sia uno dei primi rilasciato per app, solo online ecc ecc. per cui non starò qui a raccontarvi di nuovo tutta la pappardella…

Ma perchè Bjork ha deciso di lanciare il suo album in questo modo?

Molto spesso succede, che arrivi un cliente in agenzia e ti chieda di pensare a qualcosa di innovativo, un virale insomma qualcosa che interagisca con facebook e che soprattutto sia innovativo ( poco conta se poi per lui sarebbero più efficaci delle sane promo sul punto vendita).

Nel caso di Bjork, no. Bjork è sempre stata eccentrica ed avanti: ricordo ancora il video girato tipo sogno da Micheal Gondry, Army of none, con alla fine la frase “to be continued…”. E adesso se ne esce con l’album in app. Il lancio di questo album può essere letto a livelli differenti, lo puoi comprare e basta oppure puoi cercare di capire.

Io ho provato a cercare di capire così mi sono guardata il video che accompagnava il lancio, per comprendere questa scelta.

Il video è noiosissimo. Si chiama “björk biophilia app intro narrated by david attenborough”. Così mi sono chiesta chi è  David Attenbourgh, così importante da essere nominato addirittura nel nome del video? David è un famoso naturalista scientifico britannico nonché voce narrante di diversi documentari scientifici.

Poi grazie dopo aver ascoltato il testo e  grazie anche all’aiuto di Wikipedia ho cercato di mettere assieme le varie tessere.

In pratica: la biofilia è una teoria filosofica di metà del ‘900, introdotta da un tale Edward Owen Wilson, secondo cui nell’uomo esiste un’innato ed istintivo legame spirituale tra l’essere umano e gli altri sistemi viventi.

Per questo motivo ipotizza che esistano tre livelli di cognizione dell’essere umano:

  1. Ad un primo livello, l’essere umano è un componente all’interno di un mondo astratto, meccanico. Qui gli esseri umani interagiscono in minima parte con il mondo naturale, in una condizione di separazione.
  2. Al secondo livello gli umani sono considerati degli animali (senza una connotazione negativa) e condividono un apparato neurale in grado di dare un senso al mondo naturale.
  3. Ad un terzo livello, l’essere umano è considerato più di un sistema biologico neurale. Questo corrisponde all’antica visione metafisica dell’uomo come essere spirituale, connesso all’universo in modo diverso da tutti gli altri esseri. Si tratta di una condizione di impegno trascendentale con il mondo.

Questa teoria si inserisce nel ramo evoluzionistico dell’essere umano.

Infatti a questi 3 livelli cognitivi dell’essere umano, corrispondono i tre step di evoluzione dell’essere umano ossia:

  1. ascoltare –> la natura dell’essere umano, l’aspetto naturale dell’uomo
  2. imparare –> l’uomo da un senso alla musica ed astrae dei significati da essa
  3. creare –> la tecnologia = ultimo step cognitivo, evolutivo dell’uomo, permette l’aumento della conoscenza globale dell’uomo (grazie alle app).

lo potete sentire anche nella spiega che ha accompagnato il lancio dell’album al minuto 1.16“ o vedere qui.

Questi i motivi a livello di comunicazione del lancio di un album composto da app.

I motivi di marketing invece sono il contrastare la pirateria, avere un contenuto ( considerato tale)  da vendere agli utenti, incuriosire anche i non fan di Bjork ma amanti della mela.

Per cui, molto probabilmente, l’album di Bjork è venduto solo su Itunes perchè se si compra musica su Itunes, la si può condividere al max su 2 o 3 dispositivi, quindi non si permette il download dell’album a chi non lo compra.

L’album di Bjork è venduto con delle app perchè: le app vanno di moda e creano un contenuto aggiunto ed interattivo ad un prodotto (la musica) che in questo momento (da Napster in poi) sembra non averne.

Gli utenti pensano di comprare delle app, non della musica quindi di comprare un prodotto diverso da un mp3.

A parte i commenti negativi dei super fan di Bjork, che avevano comprato in anteprima tre app-canzoni, prima del rilascio dell’album completo e non si trovano a disposizione un buono sconto per acquistare le altre canzoni a prezzo di album completo, mi sembra il progetto funzioni.

Per stare online, bisogna costruire dei contenuti, interessanti e con una storia dietro. Se poi hanno diversi livelli di lettura meglio. Riuscirò a costruirmi una base utenti più larga.

Come aumentare la pubblicazione di contenuti su Twitter da parte degli utenti

Se avete twitter, vi sarà sicuramente capitato oltre a voler inviare messaggi di stuatus, di pubblicare link a video o siti che vi sono piaciuti.

Magari utilizzando HootBar l’add on per Firefox che ti permette di aggiornare il tuo status su FB tramite la barra degli indirizzi, oppure copiando e incollando l’indirizzo direttamente nella vostra bacheca twitter.

A me capita spesso, che in velocità, non ho voglia di aggiungere la descrizione esatta di quello che sto vedendo ed al massimo aggiungo gli #tag, cosa che però rende molto meno appeling e virale la diffusione di un mio tuit.

Una delle cose più sbatty e anti comunicative di twitter è infatti che non essendoci preview, l’appeal di un messaggio dipenda tutto dal testo.

Se avete un blog o pubblicate un video, un’immagine o qualsiasi cosa che pensate possa essere interessante e ripubblicabile su twitter, pensate a me utente pigra ed usate ClickToTweet, un servizio online facile, veloce e sopratutto GRATIS che vi permetterà di far propagare correttamente il vostro messaggio in rete, aggiungendo voi per me il messaggio che volete diffonda. Se non mi piace potrò sempre modificarlo, ma se sono di fretta almeno la mia bacheca non sarà una lista di link poco interessanti e incomprensibili ai più.

Sono sicura esistano tanti servizi simili, ma questo l’ho scoperto oggi, grazie a questo video:

Se questo post vi è piaciuto ed avete Twitter cliccate qui.

rossibianchi

Tanto per continuare la saga dell’autoreferenzialità, qualche settimana fa è andato online il web di uno dei più importanti studi di lighting design di Milano: Rossi Bianchi.

La richiesta era ovviamente quella di dedicare un ampio spazio alle immagini ed ai progetti realizzati, tanto che inizialmente loro pensavano il sito fosse da realizzare in flash.

Le abili mani programmatrici del nostro capo nerd, hanno invece reso possibile le programmazione del sito in HTML e Php, tanto da ritrovarci in nomination su CssDesignAwards: votateci!
;)